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Le Nostre Riflessioni

La rilevanza dei Simboli

Questo progetto mi ha dato l'opportunità di scoprire una parte di storia molto importante, anzi indispensabile per comprendere il presente.
Ho avuto l'occasione di riflettere sulla forza di persuasione dei simboli utilizzati dalle dittature del '900, sull'utilizzo che ne viene fatto oggi e quindi sulla relazione tra questi due utilizzi.
Il regime nazista, esaminando lucidamente la psicologia di massa, la xenofobia, i metodi per conquistare il consenso e il valore dei simboli nella comunicazione, ha avuto successo grazie a coinvolgenti argomenti e con l'aiuto del comportamento di numerosi singoli personaggi, grazie al sostegno dell'iconografia e all'enormità di certi crimini.
Quindi la forza di un simbolo è in grado di muovere masse di persone, di istigare ai sacrifici più estremi e di glorificare le peggiori atrocità. Con i simboli non si scherza, più che altro perché i simboli sostengono l'appartenenza e dicono molto di più all'interno che all'esterno. Ma è evidente che un simbolo di per sé non può essere considerato offensivo ma è il contesto in cui viene usato che ne qualifica il significato. Ogni persona da una propria valenza al simbolo e uno stesso simbolo può essere utilizzato per vari scopi, a seconda della persona che se ne serve.
Per i giovani estremisti di destra il nazismo è un elemento di aggregazione e un valido dispensatore di simboli: ad essi vanno attribuiti gli atti di vandalismo nei cimiteri, le scritte sui muri, le sgradevoli dimostrazioni xenofobe.
Questi e altri episodi più gravi sono vero e proprio terrorismo. Soprattutto perché quei quattro di Forza Nuova imitano gesti, comportamenti e simboli angoscianti di quel periodo, senza conoscere la storia in modo approfondito e senza comprendere quello che fanno. Addirittura, ci sono forze politiche che in questi ultimi anni hanno usato il Mein Kampf rigorosamente come un manuale, per dire e fare ciò che lì viene consigliato, per organizzare il partito e per radicarsi nella società sfruttando esattamente quei procedimenti così chiaramente descritti.
Con il crollo della Germania si è pensato che la xenofobia, il razzismo, l'antisemitismo fossero sotterrati insieme con la "pazzia" nazista, o meglio, a molti è piaciuto pensare che così fosse e soprattutto lasciare che l'opinione comune lo pensasse.
Le notizie che si sentono sui naziskin di buono hanno il fatto che non fanno dimenticare i crimini commessi in nome di questa infondata superiorità di razza e il sacrificio degli ebrei finiti nelle camere a gas, il cui ricordo deve rimanere sempre presente in tutti gli uomini.

Cristina Putorti

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