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La magia e la svastica (René Freund)

René Freund, in "La magia e la svastica", indaga sulla componente esoterica che infestava il nazismo e sulle influenze delle società occulte sul nazionalsocialismo.

Per comprendere, anche se marginalmente, il nazionalismo tedesco del 900 e tutto ciò che ne conseguì, risulta indispensabile analizzare la società, le idee, e i problemi dell'epoca.
Si scopre facilmente che Hitler e i suoi generali non furono affatto i primi ad avere idee antisemite e razziste, anzi, essi non erano che gli ultimi di molti studiosi e pseudoscienziati che si dedicarono all'idee di "razza pura" e "razza ariana". Questi studiosi razzisti s'influenzarono vicendevolmente innescando un pericoloso effetto di risonanza, che li portò ad essere sempre più convinti e sicuri delle loro "dottrine".
Molti di loro, tra cui Lanz von Liebenfels, inserirono nei loro sisteòmi esoterici un antisemitismo socialmente diffuso contribuendo così a rendere tale antisemitismo presentabile socialmente. A ciò va aggiunto il malcontento generale dell'epoca, che favorì movimenti controilluministici, e il vuoto lasciato della Chiesa, sentita da molti come distante e inappropriata ai tempi.
La situazione non tardò ad aggravarsi: «quello che per Lanz e per altri rappresentava ancora una vaga teoria, nell'Ordine fondato dall'occultista Theodor Fritsch si trasforma in agitazione politica: egli si scagliò direttamente contro gli ebrei, secondo lui responsabili di crimini contro la razza e lo spirito ariani. Si giunse così con una certa frequenza ad omicidi, di cui presumibilmente era responsabile l'Ordine dei Germani».
Hitler e suoi gerarchi sfruttarono la situazione offrendo al popolo i miti, l'illusione di una vita eroica ed un obbiettivo comune (tutte cose nelle quali anch'essi credevano); e così l'istinto represso, tanto abilmente fomentato, emerse violentemente in opposizione ad una vita piatta dominata dal razionalismo.
Forse neanche alcuni gerarchi nazisti avrebbero voluto la strage di innocenti, in fin dei conti essi erano intenti a perseguire i loro interessi occulti e fondare propri ordini, del resto non fecero nulla per fermare il loro "capo", lo seguirono con obbedienza convinti com'erano della loro visione del mondo piramidale dove al vertice è sito il s««ommo "maestro". È questo il caso di Heinrich Himmler, capo supremo e fondatore delle SS, che appare molto più interessato alla gestione della sua società segreta, le stesse SS, e le missioni con fini storico-mitologici, ad esempio la ricerca del santo Graal, come dimostrato dal fatto che alla vigilia della guerra fosse ancora all'estero a condurre le sue "esplorazioni" curandosi ben poco di ciò che accadesse in patria.

«Il richiamo alla tradizione e l'uso di archetipi sono tratti caratteristici tanto dell'occultismo quanto del nazionalsocialismo. Il modo del tutto consapevole furono introdotte feste e usanze antichissime, tradizionali, cadute dell'oblio, per unire il popolo, per vincolarlo, per offrirgli un sostituto alla Chiesa, diventata priva di culto. Furono organizzate feste del solstizio d'estate in tutto il paese e i luoghi di culto sacri degli antenati ario-germanici festeggiarono la propria rinascita. Dalle feste ci si attendeva il rafforzamento della volontà e della fede del regime. I nazisti tentarono di riportare in vita il mito attraverso il rituale e il culto.»
Il grande elemento che accomuna l'occultismo e il nazionalsocialismo è l'utilizzo massiccio di simboli e di rituali; ci si richiama a tradizioni antiche, si mitizza il presente, si fa uso smodato di emblemi come ad esempio la croce uncinata. E proprio su questa "famosa" croce ci si interroga: vi sono varie ipotesi sull'ideatore della svastica, nonché sul periodo e sul motivo per cui l'avrebbe ideata per il Partito Nazionalsocialista.
Sembra che la bandiera con la croce uncinata fu issata per la prima volta in Austria nel 1907, in una cosiddetta "festa del Graal" dell'Ordo Novi Templari, la società occulta di Lanz, che riuniva oltre ad altri militari, professori universitari, uomini di scienza e scrittori.
Fu invece Sebottendorff, membro dell'Ordine dei Germani (i quali partecipanti erano soliti fare il segno della croce uncinata durante i rituali d'iniziazione), a fondare la Società Thule che aveva come simbolo la croce uncinata disegnata su un certo bianco in campo rosso (che rappresenta l'evoluzione della classica svastica).
Oltre a questa c'era tutta una serie di altri simboli, altrettanto antichi: uno di questi era la duplice Sig-Rune, la "SS", che si confaceva gli interessi occulti del capo delle stesse SS, il già citato Himmler (per altro la formazione preistorica degli uomini di tale corpo comprendeva anche la conoscenza runica).

«Nelle manifestazioni nazionalsocialiste si ha a che fare con una sorta di rituale magico: la visione ripetuta di un simbolo e la ripetizione di una forma sono elementi costitutivi di tutti i riti d'iniziazione occulti. Con questo non si intende sostenere … che nei rituali nazisti si sarebbe trattato di "iniziazioni di massa" e che dietro le pratiche di dominio c'era un disegno magico consapevole. Occorre registrare unicamente la corrispondenza di questi rituali con la tradizione occulta, per quanto sia, e continuerà ad essere, difficile chiarire se il prestito dall'occulto sia stato consapevole o inconsapevole.»
Se ancora non si era arrivati a uno scontro aperto con la Chiesa, che aveva una completamente opposta visione del mondo, era solo perché il nazionalsocialismo fu sempre abbastanza opportunista da subordinare i contenuti ideologici ai propri interessi di potere. Hitler giudicava poco saggia la battaglia aperta contro la Chiesa, in quanto bisognava temere la sua resistenza, ciononostante, l'eliminazione di quella rappresentava il compito più importante del periodo successivo alla "vittoria finale". Il nazionalsocialismo si servì della crisi generale della fede, affrontando l'insicurezza con valori nuovi o riscoperti (l'Impero, il Popolo, la razza): esso offrì dunque ai confusi sentimenti religiosi di un'intera generazione un "surrogato spirituale" con forti tratti religiosi.

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